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Le custodie per le telecamere
Se le
telecamere vengono installate all'esterno, oppure in ambienti polverosi
come officine e locali industriali, è necessario proteggerle. Se non lo
fate la telecamera, che è un apparecchio elettronico abbastanza delicato,
avrà vita assai breve.
Esistono apposite
custodie protettive,
dove la telecamera si monta all'interno e la ripresa avviene attraverso un
vetro frontale.
I materiali

Le buone custodie sono realizzate in alluminio. L'alluminio è
sicuramente il materiale più adatto a vivere all'esterno ed in ambienti
aggressivi. Ha una lunghissima durata, è assolutamente inattaccabile alla
ruggine ed agli agenti atmosferici e non altera nel tempo le sue
caratteristiche meccaniche ed estetiche.
Esistono sul mercato anche custodie economiche in materiale plastico, ma
il loro impiego è da sconsigliarsi in applicazioni professionali.
Il grado di protezione
Le custodie da installare all'esterno devono garantire un'efficace
protezione contro l'ingresso di corpi solidi e liquidi. Questa protezione
si ottiene utilizzando guarnizioni, ed opportuni sistemi di chiusura. Per
indicare quale livello di protezione ha un contenitore, si utilizza un
valore detto "IP" (Index Protection). Esso si compone di 2 cifre, di cui
la prima indica il livello di protezione nei confronti dei corpi solidi e
la seconda dei liquidi.
La tabella è la seguente:
Prima cifra -
Protezione contro i solidi
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0 |
Non protetto |
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1 |
Protetto contro corpi superiori a
50 mm. Impedito l'accesso col dorso della mano |
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2 |
Protetto contro corpi superiori a
12 mm. Impedito l'accesso con un dito |
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3 |
Protetto contro corpi superiori a
2,5 mm. Impedito l'accesso con un attrezzo |
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4 |
Protetto contro corpi superiori a
1 mm. Impedito l'accesso con un filo |
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5 |
Protetto contro la polvere.
L'accesso della polvere non è totalmente impedito,
ma limitato in modo da non pregiudicare il funzionamento |
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6 |
Protetto totalmente contro la
polvere |
Seconda cifra - Protezione contro
i liquidi
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0 |
Non protetto |
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1 |
Protetto contro la caduta verticale di gocce d'acqua |
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2 |
Protetto contro la caduta di gocce d'acqua con
inclinazione max. di 15° |
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3 |
Protetto contro la pioggia |
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4 |
Protetto contro gli spruzzi d'acqua |
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5 |
Protetto contro i getti d'acqua |
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6 |
Protetto contro le ondate |
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7 |
Protetto contro gli effetti dell'immersione |
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8 |
Protetto contro gli effetti della sommersione |
Per fare un esempio, una custodia IP65 sarà protetta
contro la penetrazione della polvere (prima cifra 6) e contro i getti
d'acqua (seconda cifra 5).
Le custodie per esterno DSE garantiscono un grado di protezione IP66,
quelle per interno IP54. Le telecamere stagne DSE
raggiungono grado di protezione IP67.
Il montaggio

Le custodie si fissano in genere a muro con apposite staffe.
La telecamera si avvita su un binario interno e va fissate il più vicino
possibile al vetro frontale. I cavi di collegamento possono accedere
all'interno della custodia tramite appositi passacavi stagni. La custodia
è in genere molto più lunga della telecamera e questo consente di montare
all'interno anche altri componenti, come ad esempio l'alimentatore
220VAC/12VDC.
Se possibile, la custodia andrebbe chiusa in una giornata asciutta per
evitare che in essa resti imprigionata una grande quantità di umidità che
potrebbe poi generare fenomeni di condensa (vedi sotto). Se questo non
fosse possibile è buona norma lasciare all'interno dei sacchetti di sale
igroscopico in grado di assorbire l'umidità interna.
Spesso le custodie dispongono di un tettuccio superiore scorrevole che è
possibile far scorrere in avanti per una funzione parasole.
Il ventilatore
Le telecamere sono costruite per funzionare, in genere, fino a
40/50° di temperatura ambiente. Si potrebbe pensare che una temperatura
più alta in Italia non si verifichi nemmeno nei giorni d'estate più
torridi, ma bisogna considerare che se la custodia è esposta al sole, la
temperatura al suo interno sale ben oltre la temperatura ambiente, e può
raggiungere con facilità anche valori di 70-80°C.
Se la custodia è esposta al sole per molto tempo è assai consigliabile
optare per un modello con ventilatore incorporato, meglio se alimentabile
direttamente a 230V. Il ventilatore è comandato da una sonda termica che
lo attiva automaticamente oltre una certa soglia di temperatura (40° nelle
custodie DSE). La sua funzione è estrarre l'aria calda dall'interno e
veicolarla all'esterno attraverso un'apertura posta su retro della
custodia.
Il riscaldatore
Le telecamere patiscono molto le temperature troppo rigide al di
sotto dello zero. Ad esempio le telecamere DSE, vengono garantite per una
temperatura di funzionamento non inferiore a -10°C.
In Italia, si possono verificare facilmente, nottetempo, temperature assai
rigide, soprattutto nelle zone montane. Di solito però, la temperatura
all'interno della custodia si mantiene più alta di quella esterna grazie
al riscaldamento dell'elettronica in funzione. Quando però le telecamere
vengono ogni tanto spente, o quando si prevede che la temperatura possa
veramente scendere molto, è buona norma abbinare alla custodia un
riscaldatore, meglio se alimentabile direttamente a 230V.
Il riscaldatore è una resistenza che, come il ventilatore, viene comandata
da una sonda termica che la attiva automaticamente al di sotto di una
certo livello di temperatura (5° nelle custodie DSE). Dissipando energia,
il riscaldatore crea calore all'interno della telecamera e garantisce il
funzionamento anche se all'esterno sarà tutto gelato.
La condensa
La condensa è quello strano fenomeno che provoca l'appannamento del
vetro della custodia, così come fa appannare in inverno le finestre di
casa.
Innanzitutto vediamo a cosa si deve questo fenomeno, visto che
esiste non poca confusione al riguardo.
Due fattori partecipano al formarsi della condensa: l'umidità e la
temperatura.
L'umidità non è altro che vapore acqueo presente nell'aria. Se la
temperatura è molto fredda, questo vapore ritorna acqua sotto forma di
innumerevoli goccioline (pensiamo alla brina sui prati): questo fenomeno è la
condensa.
Nel caso delle custodie per TVCC, il vetro, essendo ottimo conduttore
termico, diventa, la notte, una superficie molto fredda all'interno della
custodia. Su di esso il vapore, eventualmente presente all'interno della
custodia, si solidifica
in acqua coprendolo di innumerevoli microscopiche gocce. Il risultato sarà
l'appannamento del vetro e l'inutilizzabilità della telecamera.
Per prevenire la condensa bisogna lavorare sui due fenomeni che la
generano, limitando l'umidità interna alla custodia (vedi sopra alla voce
montaggio) ed alzando la temperatura nella custodia con un riscaldatore.
Il riscaldatore delle custodie ha quindi anche un'importante funzione
anticondensa. e per questo viene posizionato molto vicino al vetro, per massimizzare
l'azione "sbrinante".
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